Pannelli Fotovoltaici Bifacciali: Come Funzionano e Quando Convengono
☀️ Richiedi un preventivo →I pannelli fotovoltaici bifacciali producono energia da entrambi i lati: davanti dalla luce diretta del sole, dietro da quella riflessa dal terreno, dal tetto o dalle superfici vicine. Sulla carta sembra un guadagno gratis. In pratica dipende quasi tutto da dove li monti: in certe installazioni rendono parecchio di più, su un normale tetto a falda la differenza è minima.
Vediamo come funzionano, quanto producono davvero in più e in quali casi conviene sceglierli rispetto ai pannelli fotovoltaici tradizionali.
In questo articolo
Come funzionano
Un pannello tradizionale ha le celle chiuse sul retro da un foglio opaco, il backsheet. In un bifacciale il retro è trasparente, di solito un secondo vetro, e le celle sono costruite per catturare la luce da entrambe le facce. La parte anteriore lavora come in qualsiasi altro modulo; quella posteriore raccoglie la luce che rimbalza da sotto.
Quanto bene il retro converte la luce lo dice il fattore di bifaccialità, indicato nella scheda tecnica. Un valore dell’80% significa che, a parità di luce ricevuta, il retro produce l’80% di quello che produrrebbe il fronte. I moduli TOPCon stanno di solito intorno al 70-80%, quelli a eterogiunzione (HJT) arrivano spesso oltre il 90%.
Quanto producono in più
Il guadagno, chiamato guadagno bifacciale, dipende da due fattori: quanta luce riflette la superficie sotto il pannello, la cosiddetta albedo, e quanto spazio c’è tra il retro del modulo e quella superficie. Valori indicativi:
| Installazione | Guadagno indicativo |
|---|---|
| Tetto a falda, pannelli aderenti alle tegole | Minimo, pochi punti percentuali al massimo |
| Tetto piano con moduli rialzati su superficie scura | 5-10% |
| Tetto piano con guaina chiara o ghiaia bianca | 10-20% |
| Pergola, pensilina o struttura a terra su prato | 5-15% |
| Struttura a terra con neve o superfici molto chiare | Anche oltre il 20% |
Il motivo per cui sul tetto a falda il vantaggio quasi sparisce è semplice: se il pannello sta a pochi centimetri dalle tegole, sul retro arriva pochissima luce. Il bifacciale ha bisogno di “respirare” luce da sotto.
Dove convengono e dove no
Convengono
- Pergole fotovoltaiche e pensiline per auto: il retro è libero e illuminato, e con il vetro-vetro filtra anche un po’ di luce sotto.
- Tetti piani di case, condomini e capannoni, con moduli inclinati su strutture rialzate, meglio se la copertura è chiara.
- Impianti a terra, per esempio in campagna o su terreni agricoli.
- Zone con neve per parte dell’inverno: la neve riflette moltissimo.
Convengono poco
- Tetti a falda con i pannelli montati in aderenza alle tegole, cioè la gran parte delle case italiane. Qui un buon monofacciale fa lo stesso lavoro a un prezzo un po’ più basso.
Detto questo, molti moduli moderni sono bifacciali di serie, soprattutto tra gli HJT, e a volte costano quasi come i monofacciali. Se te li propongono per un tetto a falda non è un errore: semplicemente non pagarli come se dovessero produrre il 15% in più.
Un esempio con i numeri
Prendiamo una pergola fotovoltaica da 3 kW in giardino, nel Centro Italia, con un pavimento chiaro sotto. Un impianto tradizionale della stessa potenza produrrebbe circa 3.900 kWh l’anno. Con moduli bifacciali e un guadagno realistico del 10%, la produzione sale di circa 390 kWh.
Quanto valgono? Dipende da dove finiscono. Se li usi in casa, a 30 centesimi per kWh sono circa 115 euro l’anno; se vanno in rete con il ritiro dedicato, poche decine di euro. Su venticinque o trent’anni di vita dell’impianto, la differenza supera comunque di parecchio il piccolo sovrapprezzo che di solito si paga per i bifacciali.
Fai lo stesso conto per un tetto a falda con i pannelli aderenti alle tegole e il guadagno scende a poche decine di kWh l’anno. È per questo che la stessa tecnologia può essere un ottimo affare o una spesa inutile.
Una nota sulla manutenzione
Il retro di un bifacciale lavora solo se resta pulito e libero. Sotto una pergola conviene evitare di accatastare oggetti o far crescere rampicanti che lo coprano, e controllare ogni tanto che polvere e foglie non si accumulino sulla struttura. Per il resto la manutenzione è la stessa di un pannello tradizionale.
Pro e contro
| Pro | Contro |
|---|---|
| Più produzione nelle installazioni giuste | Guadagno quasi nullo su tetti a falda |
| Struttura vetro-vetro più resistente all’umidità e all’invecchiamento | Più pesanti di un modulo tradizionale |
| Garanzie spesso lunghe, fino a 30 anni | Prezzo di solito un po’ più alto |
| Estetica gradevole su pergole e pensiline | Richiedono strutture pensate per non ombreggiare il retro |
Come sceglierli
Nella scheda tecnica guarda il fattore di bifaccialità, la garanzia di rendimento e il peso, da verificare con chi progetta la struttura. Per il resto valgono gli stessi criteri di qualsiasi modulo: coefficiente di temperatura, certificazioni, solidità del produttore. Li trovi spiegati nella guida ai migliori pannelli fotovoltaici 2026.
Se stai pensando a una pergola o a un tetto piano, chiedi nel preventivo un confronto tra soluzione monofacciale e bifacciale, con la produzione stimata per entrambe. Puoi iniziare dal modulo preventivo della pagina fotovoltaico.
Domande frequenti
Come funzionano i pannelli fotovoltaici bifacciali?
Hanno celle sensibili alla luce su entrambi i lati e un retro trasparente, di solito in vetro. Il fronte produce dalla luce diretta, il retro da quella riflessa dalla superficie sottostante.
Quanto producono in più i pannelli bifacciali?
Dipende dall’installazione: quasi nulla su un tetto a falda con pannelli aderenti, indicativamente 5-20% su tetti piani rialzati, pergole e strutture a terra, anche di più con superfici molto chiare o neve.
Conviene mettere pannelli bifacciali sul tetto di casa?
Su un tetto a falda il vantaggio è minimo, quindi non ha senso pagarli molto di più. Convengono su tetti piani, pergole, pensiline e impianti a terra.
Cos’è il fattore di bifaccialità?
È il rapporto tra la resa del retro e quella del fronte a parità di luce. Nei moduli TOPCon è di solito intorno al 70-80%, negli HJT spesso oltre il 90%.
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