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Impianto fotovoltaico su casa: detrazione fiscale 2026

Detrazione Fiscale Fotovoltaico 2026: Come Funziona e Requisiti

⏱ Lettura: 8 min 📅 Aggiornato: Ottobre 2026
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Per chi installa un impianto fotovoltaico sulla propria casa, la detrazione fiscale è l’agevolazione che pesa di più sul conto finale: nel 2026 restituisce fino alla metà della spesa. Non arriva però in automatico. Serve rispettare alcune regole su chi paga, come paga e quali documenti invia, e un errore formale può costare l’intero beneficio.

Questa guida spiega come funziona la detrazione, chi ha diritto al 50% e chi al 36%, quali spese rientrano e quali passaggi seguire per non perderla.

1. Come funziona in sintesi

La detrazione fiscale per il fotovoltaico è una riduzione dell’IRPEF che paghi: una percentuale della spesa sostenuta viene restituita in dieci quote annuali uguali, a partire dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo al pagamento. Le aliquote dipendono da chi sostiene la spesa e dall’uso dell’immobile:

SituazioneSpese pagate nel 2026Dal 2027 (legge attuale)
Proprietario o titolare di un diritto reale, sull’abitazione principale50%36%
Tutti gli altri casi ammessi (seconde case, inquilini, comodatari, familiari conviventi)36%30%

Il tetto di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare. Le aliquote del 2027 sono quelle previste oggi dalla legge: una proroga è in discussione nella manovra di fine anno, come spiegato nella guida agli incentivi fotovoltaico 2026.

2. Bonus ristrutturazioni o ecobonus?

Chi cerca “ecobonus fotovoltaico” spesso si aspetta un incentivo dedicato all’efficienza energetica. In realtà l’impianto fotovoltaico domestico rientra nel bonus ristrutturazioni (articolo 16-bis del TUIR), tra gli interventi finalizzati al risparmio energetico, e non nell’ecobonus, che riguarda altri lavori come isolamento, serramenti e pompe di calore.

Nella pratica la differenza conta poco per le aliquote, che nel 2026 sono le stesse, ma conta per le regole da seguire: causale del bonifico, documenti e tetto di spesa sono quelli del bonus ristrutturazioni. Se insieme al fotovoltaico fai anche altri lavori, ogni intervento segue la propria agevolazione e la stessa spesa non può essere detratta due volte.

Il tetto di 96.000 euro è condiviso con tutti gli altri lavori agevolati dal bonus ristrutturazioni sulla stessa unità immobiliare. Per un impianto domestico è difficile raggiungerlo, ma se stai ristrutturando casa nello stesso periodo conviene fare il conto complessivo.

3. Chi ha diritto al 50% e chi al 36%

L’aliquota maggiorata del 50% richiede due condizioni insieme: chi paga deve essere proprietario o titolare di un diritto reale sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione) e l’immobile deve essere la sua abitazione principale. Non basta abitarci: un inquilino o un comodatario che paga l’impianto può detrarre, ma al 36%.

Oltre al proprietario, possono accedere alla detrazione all’aliquota ordinaria anche:

  • inquilini e comodatari, con il consenso del proprietario all’esecuzione dei lavori;
  • familiari conviventi del possessore o detentore, purché la convivenza esista già all’inizio dei lavori;
  • conviventi di fatto e componenti dell’unione civile, alle stesse condizioni.

In tutti i casi la detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa: fatture e bonifici devono essere intestati a quella persona. Se l’impianto viene pagato da due coniugi, ognuno detrae la propria quota, e l’aliquota va valutata per ciascuno.

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4. Quali spese si possono detrarre

La detrazione si calcola sulla spesa complessiva sostenuta per l’impianto, IVA inclusa. Rientrano:

  • moduli fotovoltaici, inverter, strutture di fissaggio e cavi;
  • la batteria di accumulo, sia installata insieme all’impianto sia aggiunta in un secondo momento;
  • manodopera e installazione;
  • progettazione, pratiche tecniche e di connessione fatturate dall’installatore o da un professionista.

L’impianto deve essere al servizio dell’abitazione, cioè pensato per i consumi domestici. Per le nuove costruzioni le regole sono diverse: la detrazione riguarda gli interventi su immobili residenziali esistenti. Se stai valutando l’accumulo, trovi le cifre di riferimento nella guida al costo della batteria di accumulo.

5. Bonifico, documenti e comunicazione ENEA

Sono tre i passaggi formali da rispettare. Vanno fatti tutti, e nell’ordine giusto:

1

Paga con bonifico parlante

È il bonifico dedicato alle detrazioni edilizie, disponibile in banca e alle Poste. Deve riportare la causale con il riferimento all’articolo 16-bis del TUIR, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’installatore. Un bonifico ordinario non va bene, nemmeno per un acconto. Se l’impianto è finanziato, la finanziaria deve pagare l’impresa con bonifico parlante.

2

Invia la comunicazione ENEA entro 90 giorni

Il fotovoltaico produce un risparmio energetico, quindi i dati dell’intervento vanno trasmessi all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo. Dal 2026 la comunicazione si fa sul portale bonusfiscali.enea.it, con accesso tramite SPID o CIE. Spesso se ne occupa l’installatore: fatti dare la ricevuta di invio.

3

Conserva tutto per dieci anni

Fatture, ricevute dei bonifici, ricevuta ENEA, dichiarazione di conformità dell’impianto e documenti di connessione. L’Agenzia delle Entrate può chiederli in qualsiasi momento durante il periodo di recupero.

Sulle conseguenze di una comunicazione ENEA mancata o tardiva le interpretazioni non sono del tutto uniformi, ed è proprio per questo che conviene non rischiare: segna la data di fine lavori e fissa la scadenza dei 90 giorni da subito. Una fattura con le voci separate aiuta sia nei controlli sia nel confronto tra offerte, come spiegato nella guida al preventivo fotovoltaico.

6. Dieci rate e capienza IRPEF

La detrazione non è un rimborso in denaro: riduce l’imposta che devi pagare ogni anno. Su una spesa di 10.000 euro al 50% hai diritto a 5.000 euro, cioè 500 euro all’anno per dieci anni, inseriti nel 730 o nel modello Redditi.

Il punto da controllare prima di firmare è la capienza: se in un anno la tua IRPEF è più bassa della rata, la parte eccedente si perde e non si recupera negli anni successivi. Le vecchie alternative, sconto in fattura e cessione del credito, non sono più utilizzabili per i nuovi lavori salvo casi residuali, quindi chi ha un reddito basso rischia di sfruttare solo una parte del beneficio.

Per le famiglie con ISEE basso esiste uno strumento diverso, un contributo a fondo perduto che non dipende dalle tasse pagate: il reddito energetico nazionale, oggi però con lo sportello chiuso in attesa di nuovi fondi.

Se vendi la casa prima di aver finito le dieci rate, quelle residue passano di norma all’acquirente, a meno che nell’atto di vendita non sia previsto diversamente. È un dettaglio da concordare con il notaio.

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7. Gli errori che fanno perdere la detrazione

  • Pagare un acconto con bonifico ordinario, contanti o carta: quella spesa non è detraibile.
  • Intestare fattura e bonifico a persone diverse: la detrazione spetta solo a chi risulta aver pagato.
  • Dimenticare la comunicazione ENEA o mandarla dopo i 90 giorni.
  • Dare per scontato il 50% senza verificare proprietà e residenza.
  • Non controllare la capienza IRPEF sui dieci anni.
  • Rimandare i pagamenti a gennaio: conta la data del bonifico, e dal 2027 le aliquote potrebbero scendere.

Per avere una cifra di partenza su cui calcolare la tua detrazione, puoi chiedere una stima con il modulo preventivo della pagina fotovoltaico.

Domande frequenti

Quanto si detrae per il fotovoltaico nel 2026?

Il 50% della spesa se l’impianto è sull’abitazione principale e paga il proprietario o il titolare di un diritto reale, il 36% negli altri casi. Il tetto è di 96.000 euro per unità immobiliare e il recupero avviene in dieci rate annuali.

Il fotovoltaico rientra nell’ecobonus?

No, l’impianto fotovoltaico domestico rientra nel bonus ristrutturazioni (articolo 16-bis del TUIR). Causale del bonifico, documenti e tetto di spesa sono quindi quelli del bonus ristrutturazioni.

Un inquilino può detrarre il fotovoltaico?

Sì, se sostiene la spesa e ha il consenso del proprietario, ma con l’aliquota del 36%. Il 50% è riservato a proprietari e titolari di diritti reali sull’abitazione principale.

La comunicazione ENEA è obbligatoria per il fotovoltaico?

Sì, va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo sul portale bonusfiscali.enea.it. Spesso la gestisce l’installatore, ma conviene farsi dare la ricevuta.

Si può detrarre la batteria aggiunta dopo?

Sì, la batteria di accumulo è detraibile anche se installata in un secondo momento su un impianto esistente, con le stesse aliquote e le stesse regole.

Cosa succede se non ho abbastanza IRPEF?

La parte di rata che supera l’imposta dovuta in quell’anno si perde. Sconto in fattura e cessione del credito non sono più disponibili per i nuovi lavori salvo casi residuali, quindi è bene verificare la capienza prima di firmare.

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