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Impianto fotovoltaico su copertura di un edificio: incentivi per aziende 2026

Incentivi Fotovoltaico per Aziende e Bonus Regionali: Guida 2026

⏱ Lettura: 7 min 📅 Aggiornato: Ottobre 2026
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Per un’azienda il fotovoltaico è prima di tutto un conto da far tornare: meno energia comprata dalla rete, meno esposizione ai rincari, un investimento che si ripaga. Gli incentivi servono ad accorciare quei tempi, ma nel 2026 le regole sono cambiate parecchio e molte guide in giro descrivono ancora strumenti che non esistono più.

Il credito d’imposta Transizione 5.0 è finito. Al suo posto c’è l’iperammortamento, che funziona in modo diverso e ha vincoli precisi sui pannelli. Accanto ci sono i bandi regionali, che cambiano da una Regione all’altra e restano aperti pochi mesi. Questa guida mette ordine e ti dice da dove partire.

Il quadro 2026 in breve

Chi ha un’impresa e vuole installare pannelli può contare su tre canali principali, più un paio di strumenti per casi specifici:

StrumentoChe cos’èPer chi
IperammortamentoMaggiorazione fiscale del costo deducibile, fino al 180%Imprese che producono utili (escluso il regime forfettario)
Bandi regionaliFondo perduto, prestiti agevolati o un mix dei dueDi solito PMI con sede nella Regione
Bandi delle Camere di commercioPiccoli contributi a fondo perdutoMicro e piccole imprese del territorio
Conto Termico 3.0Contributo GSE su fotovoltaico con accumulo, solo insieme a una pompa di caloreImmobili del terziario
Comunità energeticheTariffa incentivante sull’energia condivisaImprese che entrano in una CER

La detrazione del 50% che conoscono i privati non c’entra: riguarda le abitazioni, non i capannoni o gli uffici. Il quadro degli incentivi per le famiglie è nella guida agli incentivi fotovoltaico 2026.

L’iperammortamento: come funziona

Introdotto dalla legge di Bilancio 2026, vale per gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e ha preso il posto dei vecchi crediti d’imposta. La differenza è sostanziale: non ricevi un credito da compensare, ma puoi dedurre dal reddito più di quanto hai speso.

La maggiorazione dipende dall’importo dell’investimento:

  • 180% fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni;
  • 50% per la quota tra 10 e 20 milioni.

Un esempio concreto. Un’impresa spende 100.000 euro per un impianto: con la maggiorazione del 180% può dedurre negli anni 280.000 euro invece di 100.000. Con l’IRES al 24%, i 180.000 euro in più valgono 43.200 euro di imposte risparmiate, distribuite sul periodo di ammortamento. La maggiorazione vale per IRES e IRPEF, non per l’IRAP.

I paletti per il fotovoltaico

Qui servono attenzione e un buon tecnico, perché i vincoli sono quattro:

  • Pannelli europei ad alta efficienza. Sono ammessi solo i moduli iscritti nel registro ENEA nelle categorie B (celle prodotte nell’UE con efficienza minima del 23,5%) o C (celle bifacciali a eterogiunzione o tandem, almeno 24%). Un pannello qualsiasi, anche ottimo, non dà diritto al beneficio.
  • Solo autoconsumo. L’impianto deve servire l’attività, e la produzione attesa non può superare il 105% dei consumi medi annui dell’esercizio precedente. Chi installa per vendere energia resta fuori.
  • Costi massimi per kW. Il decreto attuativo del 4 maggio 2026 fissa dei tetti: per gli impianti fino a 20 kW con moduli di categoria B il massimo agevolabile è 1.420 euro per kW, e scende al crescere della potenza.
  • Procedura sul portale GSE, con comunicazioni in più fasi e perizia tecnica.
L’iperammortamento ha senso solo se l’impresa produce utili e quindi paga imposte da ridurre. Chi è in regime forfettario non può usarlo. Prima di firmare un preventivo, conviene far fare due conti al commercialista.

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Gli incentivi fotovoltaico regionali aperti

I bandi regionali sono la parte più interessante per le PMI, perché spesso danno soldi veri a fondo perduto. Il problema è che ognuno ha regole sue e finestre brevi. Questa è la situazione dei principali bandi dedicati alle imprese a inizio ottobre 2026:

RegioneCosa offreScadenza
PiemonteFinanziamento agevolato più quota a fondo perduto, per imprese di ogni dimensione; richiesta la diagnosi energetica27 novembre 2026, salvo esaurimento fondi
Emilia-RomagnaFondo perduto del 35% (fino al 40% con premialità), massimo 100.000 euro, per impianti su pensiline di parcheggi; riservato alle PMIMetà novembre 2026
Lombardia“Linea Impresa Efficiente”: fondo perduto fino al 45% più garanzia gratuita, per le PMISportello aperto fino a esaurimento
Valle d’AostaContributi per imprese industriali e artigiane; il fotovoltaico è ammesso insieme a interventi di efficienza30 novembre 2026
UmbriaPrestito agevolato con remissione parziale del debito, per fotovoltaico e accumulo in autoconsumo31 dicembre 2026

Il bando del Friuli Venezia Giulia, molto ricco, si è chiuso il 30 settembre. Anche alcune Camere di commercio finanziano il fotovoltaico delle imprese locali: quella di Bologna, per esempio, copre il 50% della spesa fino a 20.000 euro. Sono cifre più piccole, ma con meno concorrenza.

Prima di presentare domanda controlla sempre il bando sul sito ufficiale della Regione: molti chiudono prima della scadenza quando finiscono i fondi, e quasi tutti hanno regole precise su cosa si può sommare ad altri incentivi.

Gli altri strumenti da conoscere

Conto Termico 3.0

Dal 25 dicembre 2025 il Conto Termico ammette il fotovoltaico con accumulo, ma solo se installato insieme alla sostituzione del riscaldamento con una pompa di calore elettrica. Per uffici, negozi e attività del terziario che devono rifare l’impianto termico può essere un’occasione: il contributo arriva dal GSE, senza passare dalle imposte.

Comunità energetiche

Un’impresa può entrare in una comunità energetica rinnovabile e mettere a disposizione il proprio impianto. In cambio riceve una tariffa incentivante per vent’anni sull’energia condivisa con gli altri membri. Come funziona lo trovi nella guida alle comunità energetiche rinnovabili.

Imprese agricole

Per le aziende agricole il riferimento è il Parco Agrisolare, finanziato dal PNRR, che sostiene impianti sui tetti dei fabbricati agricoli con contributi a fondo perduto. Funziona a finestre: conviene tenere d’occhio le comunicazioni del Ministero dell’Agricoltura e delle associazioni di categoria.

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Come muoversi, passo per passo

1

Parti dai consumi

Recupera le bollette degli ultimi dodici mesi e, se puoi, la curva oraria dal portale del distributore. Servono per dimensionare l’impianto e sono richieste da quasi tutti gli incentivi, a partire dal limite del 105% dell’iperammortamento.

2

Capisci quale strumento fa per te

Dipende da regime fiscale, dimensione e Regione. Un’impresa con buoni utili guarda all’iperammortamento; una piccola attività con poche imposte da ridurre trova più vantaggio in un bando a fondo perduto.

3

Verifica la cumulabilità

Alcuni bandi regionali non si sommano ad altri aiuti sulle stesse spese. Leggi questa parte del bando prima di tutto il resto.

4

Presenta la domanda prima dei lavori

Molti bandi finanziano solo spese successive alla domanda. Firmare un contratto o pagare un acconto troppo presto può far perdere il contributo.

5

Chiedi preventivi completi

Con il modello dei pannelli (e la loro categoria ENEA, se punti all’iperammortamento), il costo per kW e le voci separate. Ti servono per il confronto e per la pratica.

Per avere una prima stima del tuo impianto puoi usare il modulo preventivo della pagina fotovoltaico: è il punto di partenza per capire quale incentivo conviene davvero.

Domande frequenti

Quali sono gli incentivi fotovoltaico per le aziende nel 2026?

Il principale è l’iperammortamento, che permette di maggiorare fino al 180% il costo deducibile dell’impianto per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. A questo si aggiungono i bandi regionali, i contributi delle Camere di commercio, il Conto Termico 3.0 per il terziario e le comunità energetiche.

Transizione 5.0 vale ancora per il fotovoltaico?

No, per i nuovi investimenti dal 2026 è stata sostituita dall’iperammortamento, che funziona come maggiorazione del costo deducibile e non come credito d’imposta.

Quali pannelli sono ammessi all’iperammortamento?

Solo i moduli iscritti nel registro ENEA nelle categorie B (celle europee con efficienza di almeno il 23,5%) o C (celle bifacciali a eterogiunzione o tandem, almeno 24%).

Una ditta in regime forfettario può usare l’iperammortamento?

No, perché nel regime forfettario il reddito non si calcola deducendo i costi. Per queste attività hanno più senso i bandi a fondo perduto regionali o camerali.

Dove trovo gli incentivi fotovoltaico regionali?

Sul sito della propria Regione, nella sezione bandi, e su quello della Camera di commercio provinciale. A ottobre 2026 sono aperti, tra gli altri, i bandi di Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia, Valle d’Aosta e Umbria.

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